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PULICE MASSIMILIANO

PULICE MASSIMILIANO

Position: Responsabile competence center rigenerazione urbana e infrastrutture
Organization: Cassa Depositi e Prestiti

Partecipa alla Tavola rotonda Genova città universitaria: rigenerare spazi per accogliere talenti

In Italia, le aree potenzialmente rigenerabili occupano una superficie stimata di circa 320 milioni di metri
quadrati: questa è una significativa opportunità per rilanciare lo sviluppo locale e nazionale.
Il patrimonio immobiliare italiano, per il 70% composto da edifici obsoleti e ad alto consumo energetico,
impone di agire con decisione per avvicinarci ai target europei di consumo zero di suolo (quindi meglio
pensare ad un’operazione di sviluppo su Brownfield che su Greenfield, cosa che ci chiedono sempre più
spesso le amministrazioni locali: “Restituiteci spazi per i cittadini”).
Le PA, in particolare, non pensano più in termini di “valorizzazione immobiliare”, ma di “rigenerazione urbana,
sociale e culturale”, volendo con questo intendere l’attenzione che, l’intervenire su un’area, deve prestare agli
effetti di lungo periodo sul benessere dei cittadini e sul contesto in generale. Il driver di ogni ragionamento è
la pianificazione degli investimenti pubblici, perché la rigenerazione urbana racchiude in sé, per la trasversalità
che le è propria, le linee di investimento verticali sulle varie infrastrutture, peraltro come previsto anche dai
Fondi messi a disposizione a tal fine dalla Comunità Europea. La rigenerazione urbana, se affrontata come
settore industriale strategico (e mindset di lungo termine), può generare un impatto sul PIL di circa 1.500
miliardi di euro tra il 2025 e il 2050 (fonti TEHA – Rapporto 2025), con un moltiplicatore superiore a 2,5 X.
Genova, è il connubio perfetto delle condizioni qui sopra individuate. La conclusione di alcuni primi importanti
interventi di rigenerazione, impone ora una pianificazione di investimenti che trattengano i talenti sul
territorio ed investitori di lungo termine. Il focus degli interventi dev’essere il potenziamento della mobilità
locale (e regionale- Genova come HUB per collegare Ponente e Levante). L’arrivo dell’AAVV entro tre anni
imporrà una rivisitazione delle aree circostanti alle stazioni ed un ripensamento di “vuoti” urbani che possono
essere destinati ad edilizia affordable, hub intermodali, co-working e co living per una città più moderna.